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&quot;Careamiche e cari amici,louis vuitton borse, la redazione del blog mi ha rivolto l'invito a presiedere il comitato per il no al referendum abrogativo dell'articolo 8 del dl 138/2011. Ho accettato di buon grado perch&egrave; credo fermamente nelle ragioni di utilit&agrave; di questa norma,hogan, quali sono sommariamente desctitte nell'appello che vi invito a sottoscrivere. Confido altes&igrave; che molti si rendano disponibili ad istituire comitati nei territori al fine di garantire la pi&ugrave; corretta informazione sui contenutidi questa importante disciplina che sta accompagnando la trasformazione dellerelazioni industriali in Italia dalla vecchia logica conflittuale a quella collaborativa. Un caro saluto,borse louis vuitton, Maurizio Sacconi&quot;.
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Revision as of 11:17, 28 May 2013

louis vuitton borse I sondaggi non fermano le riforme di Sar

Cosa sta succedendo a Nicolas Sarkozy, l’iper-presidente cheha dominato l’orizzonte politico europeo praticamente per tutto il 2007? Il suolivello di gradimento presso l’opinione pubblica è ai minimi storici,soprattutto per un Presidente eletto da soli nove mesi. L’ultimo sondaggio èdavvero impietoso: solo il 38% degli intervistati giudicano positivamente ilsuo operato e, fatto ancor più anomalo nella storia della Quinta Repubblica, ilsuo Primo ministro, Fran?ois Fillon, lo supera di circa 20 punti percentuali. Sonoproprio i precedenti storici a rendere ancora più allarmante la situazione perl’inquilino dell’Eliseo (57%). Considerati i primi nove mesi di mandato ditutti i Presidenti, eccetto de Gaulle e Pompidou costantemente su livelli moltoalti (esclusa la parentesi della crisi del 1968 per il Generale), soltantoChirac nel periodo 1995-1996, e in piena crisi sociale, toccò il fondo con il36% di gradimento. Ma in quella fase la situazione era davvero drammatica perla maggioranza di centro-destra, basti pensare che il Primo ministro Juppéviaggiava sotto al 30%. Comunque mai nella storia della Quinta Repubblica unPresidente, per lo meno nel suo primo anno di mandato, era stato superato nellivello di gradimento dal suo Primo ministro. Anche da questo punto di vista la Presidenza Sarkozypuò essere considerata una rupture.Tutta colpa della querelle con CarlaBruni?

Se si trattasse solo di gossip e glamour, probabilmente iproblemi del Presidente sarebbero più semplici da risolvere. In realtà il crollodella sua popolarità è frutto di una molteplicità di fattori. Quello relativoalla sovra-esposizione della sua vita privata può essere considerato solo unsottoinsieme della più generale difficoltà mostrata nell’incarnare la funzionepresidenziale. Da questo punto di vista il paragone con il suo Primo ministro èdi grande utilità. Mentre Sarkozy ha offerto l’immagine di una presidenzaagitata e spesso eccessiva (basti pensare al recente incidente al Salonedell’Agricoltura di Parigi o al contenzioso aperto con il ConsiglioCostituzionale sulla legge relativa ai delinquenti recidivi), Fillon ha datol’impressione, ogni giorno di più, del politico che prima di tutto serve loStato, ne rispetta la costituzione materiale e vuole far parlare di sé solo e soltantoattraverso i risultati del proprio lavoro. Il rapporto con i media rendeperfettamente l’idea della distanza tra i due: sovra-esposizione perl’inquilino dell’Eliseo, basso profilo fino alla scontrosità per Fillon.

Contravvenendo ad una regola non scritta della Repubblicagollista, l’alta politica al Presidente e l’ordinaria amministrazione al Primoministro,louis vuitton borse, Sarkozy ha concentrato su di sé la gestione, anzitutto comunicativa,louis vuitton outlet,di ogni singolo dossier e cantiere di riforma. Una scelta che in caso disuccesso, come accaduto per la ripartenza della costruzione europea o laliberazione delle infermiere bulgare, naturalmente ha pagato. Nel momento incui però si sono presentate le prime difficoltà nell’attuazione del programma oancora quando i risultati delle prime riforme sono tardati ad arrivare (è ilcaso della defiscalizzazione delle ore straordinarie, non sufficiente almomento ad arrestare la vertiginosa perdita del potere d’acquisto dei salarimedi), inevitabilmente il malcontento popolare ha finito per travolgere coluiche è identificato come il solo vertice dal quale promana l’iniziativapolitica. L’elenco dei Primi Ministri (ma anche sei singoli ministri)utilizzati come parafulmini dai vari Presidenti della Repubblica è lunghissimo:basti pensare a Debré per de Gaulle, a Chaban-Delmas per Pompidou, a Rocard perMitterrand, a Juppé e Raffarin per Chirac. L’attuale parafulmine, però, è ilPresidente stesso.

Quale la strategia di uscita dall’impasse? La versione dell’Eliseo,per altro rilanciata dallo stesso Presidente in un’intervista di martedì 26febbraio 2008 al quotidiano ?Le Parisien? (che per l’occasione ha selezionato comeintervistatori un parterre di lettori al posto dei giornalisti professionisti)è che cinque anni sono lunghi e le riforme avviate sono così traumatiche per ilPaese da determinare un fisiologico choc di sfiducia. Sul medio lungo periodoil Presidente risalirà nei sondaggi e per altro non sono mancati esempi diinizi difficili poi tramutatisi in grandi successi. I casi più citati sonol’avvio del cancellierato di Schroder e quello del primo mandato elettorale diClinton. In realtà, per lo meno da dicembre 2007, alcune teste pensantidell’Eliseo stanno analizzando la situazione, traendone due importanticonclusioni.

L’iper-attivismo, la vita privata eccessivamentemediatizzata, la desacralizzazione della funzione presidenziale e la sua eccessivapersonalizzazione appartengono all’immagine di Sarkozy candidato durante lacampagna elettorale. Sarkozy eletto essenzialmente per il suo attivismo e lasua capacità di rompere con la stasi precedente ha fino ad oggi concepito ilsuo ruolo come la semplice prosecuzione della sua campagna elettorale. Sembragiunto il momento di vestire i panni del Presidente in carica. Questo significarinunciare a riformare in profondità il sistema economico-sociale francese?Assolutamente no, e questa è la seconda considerazione elaborata dai piùstretti collaboratori di Sarkozy. Il Presidente, quando riforma, è seguito esostenuto dall’opinione pubblica. Un esempio su tutti: il braccio di ferro suiregimi speciali dell’autunno 2007 quando la maggioranza dei francesi si èschierata dalla parte dell’Eliseo che aveva scelto di eliminare i privilegisalariali e pensionistici di alcune categorie di lavoratori. Un dato simileriguarda anche la contestata legge relativa alla sorveglianza dei recidivi: bocciatadal Consiglio Costituzionale riguardo al suo carattere retroattivo, la norma èinvece apprezzata dall’80% dei cittadini secondo un sondaggio Ifop.

Insomma, da Parigi due indicazioni interessanti anche ad usodella politica nazionale,hogan, senza naturalmente sottostimare le specificità delsistema istituzionale transalpino. In primo luogo, i rischi insiti nell’interpretaregli incarichi istituzionali come una campagna elettorale permanente. In secondo,la dimostrazione che riformare, se si è stati eletti sull’onda di un programmavolontarista e di trasformazione sociale, paga anche nel breve periodo.

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"Careamiche e cari amici,louis vuitton borse, la redazione del blog mi ha rivolto l'invito a presiedere il comitato per il no al referendum abrogativo dell'articolo 8 del dl 138/2011. Ho accettato di buon grado perchè credo fermamente nelle ragioni di utilità di questa norma,hogan, quali sono sommariamente desctitte nell'appello che vi invito a sottoscrivere. Confido altesì che molti si rendano disponibili ad istituire comitati nei territori al fine di garantire la più corretta informazione sui contenutidi questa importante disciplina che sta accompagnando la trasformazione dellerelazioni industriali in Italia dalla vecchia logica conflittuale a quella collaborativa. Un caro saluto,borse louis vuitton, Maurizio Sacconi". Related articles:

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